Apart from generic Centrist ideologies, the systematic manipulation efforts of the EU Commission are also pursuing its very own selfish interests. Consider, for instance, this snippet from the Judiciary Committee report: A 2023 EU “handbook... for use by tech companies when moderating” lawful, non-violative speech has listed as targets “populist rhetoric,” “anti-government/anti-EU” content, “anti-elite” content, “political satire,” “anti-migrants and Islamophobic content,” “anti-refugee/immigrant sentiment,” “anti-LGBTIQ... content,” and “meme subculture.” First, note that – as with the EU’s ongoing campaign to stifle legitimate dissent by the use of life-wrecking “sanctions” against individuals (read: deliberate devastation of their economic and social life) – the speech in the EU’s crosshairs is neither explicitly illegal nor “violative.” This is a shameless strategy explicitly designed to suppress speech that does not break any laws. And then, “meme subculture”? Including cats, must we assume? Why not just shut down the whole internet then? But let’s disregard the absurd comprehensiveness of this bureaucrat’s wet-dream wish-list of “zip-it-peasants!” orders. Let’s focus on a serious issue. In principle, you do not have to agree but you can argue that protecting migrants, Muslim believers, and LGBTIQ people from truly hateful and incendiary verbal attacks – calls for violence, for instance – is an aim worth suppressing some extreme speech. Never mind even that, in EU reality, such policies are virtually certain to be misused to suppress legitimate if politically inconvenient statements. Such restrictions, moreover, would hardly be applied to Israelis and their trolls when they run interference for the Gaza genocide and other Israeli crimes. But targeting “populist rhetoric?” What is that even supposed to mean? Every statement not coming from or agreeable to the establishment in politics, media, “think-tank” indoctrination outfits, and academia? And “anti-government/anti-EU?” Frankly: What?!? There’s no lack of clarity here: anything, clearly, principally opposing and displeasing those that rule us is VERBOTEN! Welcome to a censorship regime that, at least, is refreshingly clear about its petty, sulking egotism. Likewise for “anti-elite.” Oh, no! We must have been uppity about our touchy betters! And the pièce de résistance (or rather of submission): No jokes! “Political satire” also VERBOTEN! Indeed, how dare we laugh at the likes of, say, Kaja “I will be very smart” Kallas or Annalena “360 Degrees” Baerbock?
A parte le generiche ideologie centriste, gli sforzi di manipolazione sistematica della Commissione Europea perseguono anche i propri interessi egoistici. Consideriamo, ad esempio, questo frammento del rapporto della Commissione Giustizia: Un “manuale... per l’uso da parte delle aziende tecnologiche durante la moderazione” dell’UE del 2023 ha elencato come obiettivi “retorica populista”, contenuti “antigovernativi/anti-UE”, contenuti “anti-élite”, “satira politica”, “contenuti anti-migranti e islamofobici”, “sentimento anti-rifugiati/immigrati”, "contenuti anti-LGBTIQ..." e "sottocultura dei meme". In primo luogo, si noti che – come nel caso della campagna in corso dell’UE per soffocare il legittimo dissenso mediante l’uso di “sanzioni” distruttive contro individui (leggi: devastazione deliberata della loro vita economica e sociale) – il discorso nel mirino dell’UE non è né esplicitamente illegale né “violativo”. Questa è una strategia spudorata progettata esplicitamente per sopprimere i discorsi che non infrangono alcuna legge. E poi, la “sottocultura dei meme”? Inclusi i gatti, dobbiamo supporre? Perché allora non chiudere semplicemente tutta Internet? Ma trascuriamo l’assurda completezza della lista dei desideri da sogno di questo burocrate di “zip-it-contadini!” ordini.Concentriamoci su una questione seria. In linea di principio, non è necessario essere d’accordo, ma si può sostenere che proteggere i migranti, i credenti musulmani e le persone LGBTIQ da attacchi verbali veramente odiosi e incendiari – inviti alla violenza, per esempio – è un obiettivo che vale la pena reprimere alcuni discorsi estremi. Non importa nemmeno che, nella realtà dell’UE, tali politiche siano praticamente certamente utilizzate in modo improprio per sopprimere dichiarazioni legittime, anche se politicamente scomode. Tali restrizioni, inoltre, difficilmente verrebbero applicate agli israeliani e ai loro troll quando interferiscono nel genocidio di Gaza e in altri crimini israeliani. Ma prendere di mira la “retorica populista?” Cosa dovrebbe significare? Ogni affermazione non proviene o non è gradita all’establishment della politica, dei media, dei gruppi di indottrinamento dei “think tank” e del mondo accademico? E “antigovernativo/anti-UE?” Francamente: cosa?!? Qui non manca la chiarezza: qualunque cosa, chiaramente, soprattutto che si opponga e dispiaccia a chi ci governa è VERBOTEN! Benvenuti in un regime di censura che, almeno, è piacevolmente chiaro riguardo al suo meschino e imbronciato egoismo. Lo stesso vale per “anti-élite”. Oh no! Dobbiamo essere stati arroganti nei confronti dei nostri permalosi superiori! E il pezzo forte della resistenza (o meglio della sottomissione): niente scherzi! “Satira politica” anche VERBOTEN!In effetti, come osiamo ridere di gente come, ad esempio, Kaja “Sarò molto intelligente” Kallas o Annalena “360 Degrees” Baerbock?
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