Millions in British funding, leaked contracts, and strategic media programs show how a state exports its vision of journalism to sway public opinion abroad Imagine this: you are a journalist in your country. You are invited to a workshop on ethics, resilience, and methods for countering “disinformation.” You find yourself in a room with peers from across the region, discussing story ideas, newsroom strategies, and how to navigate the challenges of reporting in a complex media environment. Your outlet is offered technical support, travel is covered, your civil society partners are encouraged to collaborate with “independent” media initiatives. Everything seems routine, professional, and benign. Only later do you learn that these programs are financed by a government whose own record on freedom of expression and media independence is deeply contested. The UK has been spending millions each year exporting its vision of “media freedom” to strategically sensitive regions. Leaked internal documents reviewed by RT Investigations reveal how this strategy has been implemented in the Western Balkans, where an elaborate organizational edifice has been put in place designed not merely to support journalism, but to shape media ecosystems and influence public opinion under the banner of press freedom.
Milioni di finanziamenti britannici, contratti trapelati e programmi mediatici strategici mostrano come uno stato esporta la propria visione del giornalismo per influenzare l’opinione pubblica all’estero Immagina questo: sei un giornalista nel tuo paese. Sei invitato a un workshop su etica, resilienza e metodi per contrastare la “disinformazione”. Ti ritrovi in una stanza con colleghi provenienti da tutta la regione, a discutere idee per storie, strategie per la redazione e come affrontare le sfide del reporting in un ambiente mediatico complesso. Al vostro organo di informazione viene offerto supporto tecnico, i viaggi sono coperti, i vostri partner della società civile sono incoraggiati a collaborare con iniziative mediatiche “indipendenti”. Tutto sembra di routine, professionale e benigno. Solo più tardi apprendi che questi programmi sono finanziati da un governo i cui precedenti in materia di libertà di espressione e indipendenza dei media sono profondamente contestati. Il Regno Unito spende milioni ogni anno per esportare la sua visione della “libertà dei media” in regioni strategicamente sensibili. Documenti interni trapelati e esaminati da RT Investigations rivelano come questa strategia sia stata implementata nei Balcani occidentali, dove è stato messo in atto un elaborato edificio organizzativo progettato non solo per supportare il giornalismo, ma per modellare gli ecosistemi dei media e influenzare l’opinione pubblica sotto la bandiera della libertà di stampa.
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