Inglese

Trump’s true objective – and that of those pushing him toward war with Iran – is not a “nuclear deal 2.0.” He criticized Obama’s first deal even before winning the 2016 election, and upon taking office, he immediately tore it up. The real aim – and Trump himself does not hide this – is regime change in the Islamic Republic. Theocratic rule is supposed to give way to a secular, Western-oriented government – for example, a figure like Reza Pahlavi. This is an infinitely more complex undertaking than simply dismantling Iran’s nuclear program. It cannot be accomplished with precision “Tomahawk” strikes or bombings of sites like Fordow and Natanz. The IRGC – the regime’s main military pillar, reporting directly to Supreme Leader Ali Khamenei – commands at least 200,000 well-trained fighters. Iran also maintains a fleet of hundreds of fast-attack boats specialized in mass strikes in the Persian Gulf, along with 3,000 to 6,000 naval mines capable of temporarily closing the Strait of Hormuz. Shutting the Strait – a critical artery of global trade, through which roughly 31% of seaborne crude oil and about 20% of global LNG shipments pass daily – would send shockwaves through the entire hydrocarbon market. During recent exercises on Tuesday, February 17, Iran closed the Strait of Hormuz for several hours. The global oil market reacted instantly: on February 18, prices jumped 4.5%, and continued climbing on Thursday, reaching a six-month high. In the event of a full-scale conflict and a complete closure of the strait, oil prices could spiral entirely out of control. That would derail Trump’s plan to deliver gasoline at $2 per gallon to American voters by July 4 – a key move to boost Republican prospects in the November elections. Conflict with Iran is undeniably a politically risky move for the president, especially ahead of the midterms. Trump has vowed not to drag the United States into new foreign wars – a promise embedded in his America First agenda. On the other hand, a significant portion of his electorate supports aggressive use of US military power abroad, particularly against “theocratic Iran” – recent polls suggest this is nearly half of his base. Success could allow Trump to hit a political jackpot and deliver strong results for Republicans in November. Failure, however, would strike not only him and his administration but the entire party. That is precisely the nature of this all-in gamble: risking everything on a single hand.

Italiano

Il vero obiettivo di Trump – e quello di coloro che lo spingono verso la guerra con l’Iran – non è un “accordo nucleare 2.0”. Ha criticato il primo accordo di Obama anche prima di vincere le elezioni del 2016 e, una volta entrato in carica, lo ha immediatamente stracciato. Il vero obiettivo – e lo stesso Trump non lo nasconde – è il cambio di regime nella Repubblica islamica. Si suppone che il governo teocratico lasci il posto a un governo laico e orientato all’Occidente – ad esempio, una figura come Reza Pahlavi. Si tratta di un’impresa infinitamente più complessa del semplice smantellamento del programma nucleare iraniano. Non può essere realizzato con attacchi “Tomahawk” di precisione o bombardamenti di siti come Fordow e Natanz. L’IRGC – il principale pilastro militare del regime, che fa capo direttamente al leader supremo Ali Khamenei – comanda almeno 200.000 combattenti ben addestrati. L’Iran mantiene anche una flotta di centinaia di imbarcazioni ad attacco rapido specializzate in attacchi di massa nel Golfo Persico, insieme a da 3.000 a 6.000 mine navali in grado di chiudere temporaneamente lo Stretto di Hormuz. La chiusura dello Stretto – un’arteria fondamentale del commercio globale, attraverso la quale transitano quotidianamente circa il 31% del petrolio greggio trasportato via mare e circa il 20% delle spedizioni globali di GNL – provocherebbe onde d’urto attraverso l’intero mercato degli idrocarburi. Durante le recenti esercitazioni di martedì 17 febbraio, l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz per diverse ore.Il mercato petrolifero globale ha reagito immediatamente: il 18 febbraio i prezzi sono aumentati del 4,5%, e giovedì hanno continuato a salire, raggiungendo il massimo di sei mesi. In caso di conflitto su vasta scala e di chiusura completa dello stretto, i prezzi del petrolio potrebbero andare completamente fuori controllo. Ciò farebbe deragliare il piano di Trump di fornire benzina a 2 dollari al gallone agli elettori americani entro il 4 luglio – una mossa chiave per aumentare le prospettive repubblicane nelle elezioni di novembre. Il conflitto con l’Iran è innegabilmente una mossa politicamente rischiosa per il presidente, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine. Trump ha promesso di non trascinare gli Stati Uniti in nuove guerre straniere – una promessa inserita nella sua agenda America First. D’altra parte, una parte significativa del suo elettorato sostiene l’uso aggressivo della potenza militare americana all’estero, in particolare contro l’“Iran teocratico” – recenti sondaggi suggeriscono che questa è quasi la metà della sua base. Il successo potrebbe consentire a Trump di vincere un jackpot politico e di ottenere ottimi risultati per i repubblicani a novembre. Il fallimento, tuttavia, colpirebbe non solo lui e la sua amministrazione, ma l’intero partito. Questa è proprio la natura di questa scommessa totale: rischiare tutto in una sola mano.

ingleseitaliano.com | Usando il traduttore di testo Inglese Italiano?

Assicurati di rispettare le regole della scrittura e la lingua dei testi che tradurrai. Una delle cose importanti che gli utenti dovrebbero tenere a mente quando si utilizza il sistema di dizionario ingleseitaliano.com è che le parole e i testi utilizzati durante la traduzione sono memorizzati nel database e condivisi con altri utenti nel contenuto del sito web. Per questo motivo, ti chiediamo di prestare attenzione a questo argomento nel processo di traduzione. Se non vuoi che le tue traduzioni siano pubblicate nei contenuti del sito web, ti preghiamo di contattare →"Contatto" via email. Non appena i testi pertinenti saranno rimossi dal contenuto del sito web.


Norme sulla privacy

I fornitori di terze parti, tra cui Google, utilizzano cookie per pubblicare annunci in base alle precedenti visite di un utente al tuo o ad altri siti web. L'utilizzo dei cookie per la pubblicità consente a Google e ai suoi partner di pubblicare annunci per i tuoi utenti in base alla loro visita ai tuoi siti e/o ad altri siti Internet. Gli utenti possono scegliere di disattivare la pubblicità personalizzata, visitando la pagina Impostazioni annunci. In alternativa, puoi offrire agli utenti la possibilità di disattivare l'uso di cookie da parte di fornitori di terze parti per la pubblicità personalizzata, visitando la pagina www.aboutads.info.