Politics can be very rough. Yet, usually, as long as they don’t collapse into war, at least in public a certain minimum pretense of decorum is maintained. Especially by governments vitally dependent on others’ support. Ukraine under the rule of never-reelected Vladimir Zelensky, however, has anything but a normal political system. It is in this context that Vladimir Zelensky’s latest folly needs to be seen: Zelensky has threatened Hungary’s leader Viktor Orban, telling him he will hand the prime minister’s address over to “our guys” in the military so that they could “communicate with him in their own language.” Obviously, this is not even a hint of violence anymore, but the equivalent of a mafia godfather placing a dead horse’s head on your pillow or leaving a bullet on your doormat. The reason: Orban is exercising his right within the EU not to agree to yet another insane “loan” – the kind that will never be paid back, at least not by anyone in Ukraine – for Zelensky’s astronomically corrupt regime. Orban is right about that “loan,” of course. Yet that isn’t even the core of this particular scandal. That is the fact that Zelensky feels he can issue a direct, mafia-style threat against the leader of an EU member state. Regarding Zelensky, though, there is no surprise here. He has been at the top of a regime that combines a bizarre sense of entitlement, shameless demands, outrageously greedy corruption, and a repulsive record of sabotage and assassination operations, very much even against its Western backers. Ask Germans who still have a spine about the Nord Stream attack, for instance. Or, if you can’t find a German with a spine, ask Viktor Orban, who has correctly called it “state terrorism.” What needs more emphasis than Zelensky’s depraved sense of impunity is that he has reason to feel that way. It is true that, in this instance, the EU Commission has publicly protested against his barbaric behavior. But let’s be realistic, that is a formality, nothing but a gentle slap on the wrist for appearances’ sake. What really matters is that first the West as a whole and recently the EU “elites” on their own have spent years emboldening Zelensky and his regime by feeding Ukraine’s corruption, accepting and spreading Kiev’s lies, and suppressing any criticism of this policy as “Russian talking points.”
La politica può essere molto dura. Eppure, di solito, finché non crollano in guerra, almeno in pubblico viene mantenuta una certa minima pretesa di decoro. Soprattutto da parte dei governi che dipendono in modo vitale dal sostegno degli altri. L’Ucraina sotto il governo del mai rieletto Vladimir Zelenskyj, tuttavia, ha tutt’altro che un sistema politico normale. È in questo contesto che va vista l’ultima follia di Vladimir Zelenskyj: Zelenskyj ha minacciato il leader ungherese Viktor Orban, dicendogli che consegnerà il discorso del primo ministro ai “nostri ragazzi” dell’esercito in modo che possano “comunicare con lui nella loro lingua”. Ovviamente questo non è più nemmeno un accenno di violenza, ma l’equivalente di un padrino mafioso che mette una testa di cavallo morto sul tuo cuscino o lascia un proiettile sullo zerbino. Il motivo: Orban sta esercitando il suo diritto all’interno dell’UE di non accettare l’ennesimo folle “prestito” – del tipo che non verrà mai restituito, almeno da nessuno in Ucraina – per il regime astronomicamente corrotto di Zelenskyj. Naturalmente Orban ha ragione riguardo a quel “prestito”. Eppure questo non è nemmeno il nocciolo di questo particolare scandalo. Questo è il fatto che Zelenskyj ritiene di poter lanciare una minaccia diretta, in stile mafioso, contro il leader di uno Stato membro dell’UE. Per quanto riguarda Zelenskyj, però, non c’è alcuna sorpresa.È stato al vertice di un regime che combina un bizzarro senso di diritto, richieste spudorate, corruzione scandalosamente avida e un record ripugnante di operazioni di sabotaggio e assassinio, anche contro i suoi sostenitori occidentali. Chiedete, ad esempio, ai tedeschi che hanno ancora la spina dorsale riguardo all’attacco al Nord Stream. Oppure, se non riuscite a trovare un tedesco con la spina dorsale, chiedete a Viktor Orban, che lo ha giustamente definito “terrorismo di Stato”. Ciò che necessita di maggiore enfasi rispetto al depravato senso di impunità di Zelenskyj è che ha motivo di sentirsi in quel modo. È vero che, in questo caso, la Commissione europea ha protestato pubblicamente contro il suo comportamento barbarico. Ma siamo realistici, si tratta di una formalità, altro che una gentile tiratina d’orecchi per salvare le apparenze. Ciò che conta davvero è che prima l’Occidente nel suo insieme e recentemente le “élite” dell’UE da sole hanno trascorso anni a incoraggiare Zelenskyj e il suo regime alimentando la corruzione dell’Ucraina, accettando e diffondendo le bugie di Kiev e sopprimendo qualsiasi critica a questa politica come “argomenti di discussione russi”.
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