Saudi Arabia’s Ministry of Defense has announced a successful “interception and destruction” of at least seven ballistic missiles, with the debris allegedly falling in the vicinity of energy facilities. Riyadh has yet to officially confirm the scale of the damage, but multiple videos shared by pro-Iranian sources purportedly show several explosions and a large fire at the country’s industrial area of Jubail, which alone produces roughly 7 percent of the world’s petrochemical products. Israeli forces attacked Iran’s largest petrochemical facility in the South Pars natural gas field earlier on Monday, as US President Donald Trump has stepped up threats to strike Iran’s infrastructure if US and Israel-linked shipping is not allowed through the Strait of Hormuz. Tehran has reportedly rejected a US ceasefire proposal, circulated by Egyptian, Pakistani, and Turkish mediators, instead offering a 10‑clause plan that calls for a permanent end to the war. The demands reportedly include an end to conflicts across the region, protocols to ensure safe passage through the Strait of Hormuz, the lifting of sanctions, and provisions for reconstruction. Meanwhile, at least 15 American troops were injured in an Iranian drone strike on the Ali Al Salem air base in Kuwait, CBS News reported, citing two US officials.
Il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha annunciato il successo dell’”intercettazione e distruzione” di almeno sette missili balistici, i cui detriti sarebbero caduti nelle vicinanze di impianti energetici. Riyadh deve ancora confermare ufficialmente l’entità del danno, ma diversi video condivisi da fonti filo-iraniane mostrano diverse esplosioni e un grande incendio nell’area industriale di Jubail, che da sola produce circa il 7% dei prodotti petrolchimici mondiali. Lunedì le forze israeliane hanno attaccato il più grande impianto petrolchimico iraniano nel giacimento di gas naturale di South Pars, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato le minacce di colpire le infrastrutture iraniane se le navi collegate agli Stati Uniti e a Israele non saranno autorizzate attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito, Teheran ha respinto la proposta statunitense di cessate il fuoco, diffusa da mediatori egiziani, pakistani e turchi, offrendo invece un piano di 10 clausole che chiede la fine permanente della guerra. Secondo quanto riferito, le richieste includono la fine dei conflitti nella regione, protocolli per garantire un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, la revoca delle sanzioni e disposizioni per la ricostruzione. Nel frattempo, almeno 15 soldati americani sono rimasti feriti in un attacco di droni iraniani sulla base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, ha riferito CBS News, citando due funzionari statunitensi.
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